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EMPIRE (355)

EMPIRE (355)

artista: 

anno: 2014
tecnica: smalto su cartoncino

dimensioni: 

50 × 70 cm

Autentica a firma del Maestro

1.800,00 

Descrizione

Nasce a Brindisi nel 1954. Esordisce come scenografo negli anni ’70. Si interessa alla pittura affascinato da Impressionismo e Realismo romantico. Le opere del primo periodo sono caratterizzate da espressioni di denuncia sociale, come i galli che rappresentano le istituzioni. E poi le locomotive, simbolo futuristico del rapporto fra tempo che scorre e velocità. Conosce grandi artisti tra cui Bay, Alinari, Giovan Francesco Gonzaga, Possenti, Treccani, Combas, Pignatelli, Longaretti. Espone a Stoccarda, Innsbruck, Lussemburgo, Arles, Budapest, Helsinki, oltre che in Italia. Dai suoi viaggi nascono le opere dedicate alle città. Oggi le metropoli sono i suoi soggetti preferiti, brillantemente esaltate dalla tecnica del monocromo. È inserito negli archivi storici della Quadriennale romana e nel Catalogo dell’Arte Moderna edito da Giorgio Mondadori (Milano), classificato AC: Alto interesse Critico. Realizza opere per la Biennale di Venezia nel 2007 e nel 2011.Fa parte del Movimento degli Arcani con cui espone in Italia e negli Stati Uniti. Nel novembre 2012 le sue opere dedicate ai diritti umani vengono esposte presso la Galleria ONU. Torna così il tema sociale nella pittura di Guadalupi: i contrasti fra ricchezza e realtà in via di sviluppo, i sogni dei giovani, la tutela dei bambini. Una sua opera è acquisita in mostra permanente dal Museo Giuseppe Sciortino di Monreale (Palermo). Un’altra è in mostra permanente presso il Museo Nazionale di Lviv, in Ucraina.

L’UOMO E LA CITTÀ

 Roberto Guadalupi si avvicina alla pittura quando a otto anni resta folgorato da un’opera di Vincent Van Gogh. “il ponte levatoio di Langlois”. Sono i viaggi in Francia, Germania, Olanda, ripercorrendo le tappe del movimento impressionista, a segnare il suo percorso di formazione. I luoghi e gli artisti come Ottone Rosai, Mario Sironi, Maurice Utrillo, Filippo De Pisis, i paesaggi e i Maestri. Oggi come allora, la sua ispirazione ed elemento imprescindibile per la sua arte è l’osservazione. Roberto Guadalupi infatti è, colui che racconta l’uomo e il suo rapporto col mondo che lo circonda. Un uomo sopraffatto dal caos. L’emozione che si percepisce è quella del piccolo dinanzi ai grattacieli statunitensi, simbolo del potere, l’umano contro l’altissimo, il reale contro l’imponente che lui stesso ha creato. Non c’è mai traccia di presenza umana nelle opere di Guadalupi, non perché l’uomo non sia parte fondante di questa rappresentazione, ma perché l’uomo è al di fuori, è colui che guarda. Non partecipa, osserva. L’arte di Guadalupi è contemplazione. Una finestra sul mondo, uno sguardo attento che non è puramente descrittivo. Le sue New York. Chicago, Manhattan, non sono ritratti perfetti, molti panorami non corrispondono alla realtà dei luoghi, sono evocazioni. Solo alcuni monumenti fanno intuire all’osservatore dove si trova, l’Empire State building, il Chrysler, sono in mezzo a tanti grattacieli come segni di riconoscimento, tanto fari quanto vette di potere. Non è una fotografia del reale, è come uno sguardo e la sua interpretazione, una suggestione. L’occhio ammira o si lascia sovrastare, scruta o resta a distanza. Non cattura, ma piuttosto ricorda, si affida a un’emozione. I cieli sono a volte inquietanti, con nubi cupe o fumi misteriosi che parlano di attesa, si avverte una sorta di disagio, anzi un presagio per qualcosa che deve accadere. Altre volte invece l’uomo raggiunge con lo sguardo luoghi di quiete: lo scatto di una storica Roma o la poesia di Venezia, la vista ammirata dinanzi al golfo di Napoli o gli scogli di Portofino o Ischia guardata da una barca in lontananza. Nel suo percorso artistico Roberto Guadalupi è passato dai colori al dipinto in monocromo. Solo azzurro, o rosso, verde o rosa. L’aura che dona questo solo colore è ogni volta diversa ma sempre domina la voglia di fermare il tempo, di stabilire un momento di riposo, di quiete per l’uomo oppresso dal caos cromatico della sua esistenza.

Paolo Levi

Informazioni aggiuntive

Dimensioni 50 × 70 cm

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